
giovedì 10 giugno 2010
L'Italia che verrà -2

venerdì 21 maggio 2010
L'Italia che verrà
giovedì 6 maggio 2010
Il FederEGOISMO fiscale
martedì 20 aprile 2010
La cenere e i dirigibili

venerdì 16 aprile 2010
Fantapolitica
mercoledì 14 aprile 2010
Oggi parliamo di economia
martedì 9 marzo 2010
Giustizialismo.... mmmh
Leggo spesso che Di Pietro viene definito un giustizialista e giornali come il Corriere o Il Sole ritengono questa condizione come uno dei motivi per i quali il PD non deve - o non dovrebbe - seguire l'Italia dei Valori nelle sue battaglie.
Su internet, sul Sabatini-Colletti trovo:
giustizialismo [giu-sti-zia-lì-smo] s.m.
1 Teoria e pratica politica del governo del presidente argentino J.D. Perón (1895-1974), che univa populismo e autoritarismo
2 Con valore polemico, atteggiamento di chi appoggia senza riserve l'azione della magistratura contro la corruzione, anche a scapito delle garanzie individuali del cittadino
Prese per buone queste definizioni la prima non mi sembra appropriata ne per Di Pietro ne per il PD, anche perchè l'atteggiamento "Peronista" è quello che si attribuisce "all'uomo solo al comando" - Peron appunto - e quindi si potrebbe dare del "giustizialista" ad altri.
La seconda, che come dice la definizione ha appunto valore polemico, a me tutto sommato non dispiace se non per la parte "anche a scapito delle garanzie individuali del cittadino".
Quest'ultima parte - o meglio il suo contrario -è un'altro appellativo polemico attribuito alla sinistra che invece è all'opposto "garantista" tutte le volte che proprio sul cittadino cerca di tutelare i diritti dell'imputato -anche colpevole - a scapito delle forme di "giustizia sommaria" spesso invocata dalle masse per fatti di sangue o anche solo per i crimini comuni degli extracomunitari.
Vedo anche questa volta confermato che le posizioni del PdL si dimostrano quanto mai a geometria variabile per cui gli avversari sono giustizialisti se si parla dei reati dei "ricchi" (corruzione, falso, ecc.) ma di contro garantisti sui reati dei poveri. La destra è invece all'opposto giustizialista con i poveri e garantista con i ricchi.
Il PdL è riuscito in questi anni a far fare enormi passi indietro al paese in termini politici.
L'Italia nel dopoguerra era il paese di Don Camillo e Peppone, dove due visioni diverse si scontravano in termini generali sul futuro del paese, visioni diverse ma comunque articolate, complesse, trasversali, che immaginavano entrambe un futuro migliore per l'intero paese e per le classi sociali in termini dinamici.
Forse le disgrazie della guerra che avevano colpito a tutti i livelli rendevano gli uomini consapevoli di quanto tutto fosse alla fine precario e solo l'impegno ed il lavoro come anche la solidarietà ed il rispetto fossero il minimo comune denominatore di un grande paese.
Oggi tutto è ridotto ad una disputa tra patrizi e plebei.
martedì 28 luglio 2009
Un cane randagio
Vaivaivai! - … miiiiiiiii…sss…s…tu..tunk. - Appena in tempo! Tutto a posto ? Vieni vicino. Scusi signora, fa passare il bambino… attento allo zaino.. grazie.. attento.. scusi. – Meno male queste metro nuove. Si respira. Accalcati ma si respira. O guarda che fortuna ci sono dei posti vuoti. Ommammamia ma cos’è. E’ terribile. Che puzza. Che fetore.Su un sedile, mezzo addormentato, un barbone sporco come uno straccio sporco se ne sta circondato da una sorta di scudo protettivo che allontana tutto e tutti. La gente si accalca nel tentativo di aumentare la distanza tra se e la bomba batteriologica dormiente. In un vagone bello affolato… il vuoto.
Ma come si fa a puzzare così. I peggiori odori si accavallano e si rincorrono nel vagone. Prima arriva il sudore rancido, appiccicoso, poi le zaffate di piscio, vino a tratti, ma il vomito sopraggiunge tosto.
La metro rallenta, accelera, rallenta, e il movimento sposta avanti e indietro l’onda fetida. Quella signora di spalle si porta la mano al volto e si tura il naso. Il signore alto allunga il collo verso le griglie in cerca di aria respirabile. Un ragazzo piega la sua copia di City e se l’appoggia sul naso come improbabile maschera antigas. Un’altra signora si appoggia con la testa contro il braccio appeso alla sbarra ed infila il naso sotto l’ascella alla ricerca del proprio deodorante, forse utile antidoto.
La dimensione dell’area “off limits” si amplia sempre più fino a che non si aprono le porte. Arriva un po’ di gente. I primi ad entrare nel vedere i posti vuoti accennano ad un sorriso, il biondino con uno scatto poggia le chiappe su uno dei sedili liberi accanto al barbone. Mai felicità fu più breve. Il tempo di un semplice respiro e il sorriso si trasforma in sgomento, gli occhi si spalancano ed una smorfia di disgusto deforma il volto, un istante dopo ,incrociando gli sguardi degli altri, comprende la situazione e cerca riparo tra i dannati della prima linea, quei poveretti che, ormai prossimi alla loro fermata, hanno preferito resistere sul fronte piuttosto che cercare riparo (respiro) in altri vagoni.
Tu.. tunk… sssss…. - Dai muoviti scendi. Attento alla signora. Andiamo sbrigati. - Meno male erano solo tre fermate. - O..a.. papà. M’hai sentito quanto puzzava.. quello? - Eh si che ho sentito, me stava avvenì da vomità, memo male che siamo arrivati. – Ma perché puzza così ? – Beh, perché non si lava ovvio. – E perché non si lava ? – Mah, l’hai visto, forse dorme sotto i ponti, non ha una casa, è solo, senza soldi.-
Già, perché non si lava ? Eppure mi ricordo bene che a Colle Oppio la mattina quelli che dormivano nel parco facevano la fila alla fontanella. Qualcuno si faceva la barba, altri si lavavano i vestiti; l’igiene intima poteva essere un problema, ma con il buio non è che avessero difficoltà a togliersi i pantaloni. Poi di vestiti, anche vecchi ma in buono stato, sono piene tutte le parrocchie. Una giacca , delle camicie, un paio di pantaloni non è difficile trovarli.
Allora penso che forse lo sporco è una scelta. Una scelta estrema. Sentirsi un rifiuto e voler diventare un rifiuto, fino in fondo. Una sorta di pattumiera ambulante non più in grado neanche di chiedere o accettare un aiuto, un elemosina. Un congedo volontario dal consesso umano ed il tentativo di assomigliare ad un cane, ad un randagio libero di rovistare tra i rifiuti nell’indifferenza e tenendo tutti a debita distanza.
Allora chissà, forse, quel barbone addormentato sogna di essere un cane che corre felice in riva al mare abbaiando ai gabbiani.
giovedì 2 luglio 2009
Qualche idea per il prossimo segretario del PD
In un cassetto vanno tutti gli "ideali", le "visioni", gli obiettivi a lungo termine senza i quali tutto il resto è pura amministrazione condominiale.
Poi in un'altro cassetto mettiamo le "emergenze"...e ce ne sono pure troppe. Queste vanno risolte con proposte estremamente concrete... (ci tengo a sottolineare che la Lega dispone solo di questo cassetto e ci sono dentro immigrati, sicureessa e meno tasse al nord).
Poi c'è il cassetto "da fare subito", qui ci metterei le lenzuolate e quelle cose alla fine "facili" (facili a dirsi in realtà.. ma poi.. i taxi insegnano).
Poi c'è il casetto "funzionamento e manutenzione" e ci vanno tutte le questioni sulla "governance" del paese federalismo-bicameralismo-costutuzion-leggeelettorale-ecc..
Poi c'è il cassetto "potere" che il cassetto più delicato e fa riferimento a come gestire-conservare-distribuire-redistribuire ricchezza e potere. Quest'ultimo cassetto è il cassetto che il B. preferisce. E' un cassetto importantissimo che la durante la prima repubblica è stato sapientemente gestito dalla DC e da tutti gli altri partiti con il mutuo riconoscimento alla partecipazione alla vita del paese (anche di chi forse sarebbe stato meglio allontanare con maggiore forza...).
L'approccio dovrebbe essere partecipativo e non competitivo. Checchè se ne dica nonostante i continui cambi di governo della prima repubblica i paese è cresciuto sicuramente di più all'epoca che ora che con questi governi "quinquiennali" la cui visione -miope- è per il bene della propria "parte" e non dell'intero paese.
martedì 5 maggio 2009
Tra moglie e marito
Spesso qualche personaggio apre le porte della sua abitazione alla stampa e rende pubblico una parte del suo privato; questa sua “apertura” è più o meno ampia a seconda dei casi, dettata della convenienza del momento. Anche le situazioni personali, le malattie, gli orientamenti sessuali (sicuramente “dati sensibili”, tutelati dalla legge) vengono in certi casi, per vari motivi, resi pubblici.
La distinzione tra pubblico e privato probabilmente è la distinzione tra quello che è inevitabile o opportuno sia di pubblico dominio e quello che voglio resti a conoscenza di una ristretta o ristrettissima cerchia. Come i “dati sensibili” anche le informazioni “private” sono notizie che, per una serie di motivi molto complessi, sono in grado di alterare e in certi casi pregiudicare l’opinione degli altri. Chi fa vita pubblica rende manifeste le sue attività pubbliche e decide poi se tutelare (o ostentare) per quanto possibile la sua sfera privata e familiare.
In passato si preferiva in genere non sottoporre al giudizio altrui il proprio menage familiare; oggi la politica-immagine impone una maggiore trasparenza e, se si ostenta il successo familiare (la moglie, i figli) per ottenere il consenso, allo stesso modo i fallimenti - che si verrebbero conservare nella sfera “privata” - diventano di dominio pubblico e vengono sottoposti al giudizio collettivo.
Negli Stati Uniti il Presidente non ha di fatto una sfera privata. Ogni fatto della sua vita presente e passata è pubblicato e sottoposto al giudizio degli americani. Ogni sua scelta (anche il cane) è analizzata e giudicata allo stesso modo in cui si giudica il vicino che veste male, e tiene alto il volume della televisione e magari rincasa sempre tardi (e vorrebbe pure essere eletto amministratore del condominio). Il giudizio sull’uomo, sulle sue capacità, sulle sue peculiarità, è un giudizio a tuttotondo, che coglie ogni sfaccettatura.
Nel nostro paese nascondere difetti, vizi, errori, fallimenti, origini familiari, rientra in quella dicotomia tra essere e apparire che purtroppo è conseguenza da un lato da un atteggiamento protettivo della famiglia italiana che “lava i panni sporchi in casa” e dall’altro da una propensione voyeuristica che ne costituisce una contro-reazione.
Oggi il Presidente Berlusconi subisce le conseguenze delle sue scelte, ha utilizzato a suo tempo i suoi successi imprenditoriali e familiari per costruire la sua carriera politica, ha reso la politica più immagine che contenuti, ed oggi tra lui e la sua signora si ritrova tutto il paese, che vorrà capire, giudicare, valutare. Il leader, il capo indiscusso, non ha “privato”. Come riferimento unico e concentrazione del potere è spesso “pubblico” in tutte le sue manifestazioni . Il Partito Democratico effettivamente manca di un leader con tali caratteristiche, con ogni probabilità perché nessuno è disposto a rischiare di coinvolgere familiari ed affetti in quello che diventerebbe uno scontro più “personale” che politico. L’unica speranza , a breve, è che il Presidente Berlusconi, così come l’ha costruita nel “privato”, autodistrugga “privatamente” la sua leadership e si torni da uno scontro tra “personaggi” ad uno scontro tra idee…con una “separazione per colpa" mi sembra sulla buona strada.