giovedì 21 febbraio 2013
Per chi votare? Il dubbio mi assale
martedì 9 marzo 2010
Giustizialismo.... mmmh
Leggo spesso che Di Pietro viene definito un giustizialista e giornali come il Corriere o Il Sole ritengono questa condizione come uno dei motivi per i quali il PD non deve - o non dovrebbe - seguire l'Italia dei Valori nelle sue battaglie.
Su internet, sul Sabatini-Colletti trovo:
giustizialismo [giu-sti-zia-lì-smo] s.m.
1 Teoria e pratica politica del governo del presidente argentino J.D. Perón (1895-1974), che univa populismo e autoritarismo
2 Con valore polemico, atteggiamento di chi appoggia senza riserve l'azione della magistratura contro la corruzione, anche a scapito delle garanzie individuali del cittadino
Prese per buone queste definizioni la prima non mi sembra appropriata ne per Di Pietro ne per il PD, anche perchè l'atteggiamento "Peronista" è quello che si attribuisce "all'uomo solo al comando" - Peron appunto - e quindi si potrebbe dare del "giustizialista" ad altri.
La seconda, che come dice la definizione ha appunto valore polemico, a me tutto sommato non dispiace se non per la parte "anche a scapito delle garanzie individuali del cittadino".
Quest'ultima parte - o meglio il suo contrario -è un'altro appellativo polemico attribuito alla sinistra che invece è all'opposto "garantista" tutte le volte che proprio sul cittadino cerca di tutelare i diritti dell'imputato -anche colpevole - a scapito delle forme di "giustizia sommaria" spesso invocata dalle masse per fatti di sangue o anche solo per i crimini comuni degli extracomunitari.
Vedo anche questa volta confermato che le posizioni del PdL si dimostrano quanto mai a geometria variabile per cui gli avversari sono giustizialisti se si parla dei reati dei "ricchi" (corruzione, falso, ecc.) ma di contro garantisti sui reati dei poveri. La destra è invece all'opposto giustizialista con i poveri e garantista con i ricchi.
Il PdL è riuscito in questi anni a far fare enormi passi indietro al paese in termini politici.
L'Italia nel dopoguerra era il paese di Don Camillo e Peppone, dove due visioni diverse si scontravano in termini generali sul futuro del paese, visioni diverse ma comunque articolate, complesse, trasversali, che immaginavano entrambe un futuro migliore per l'intero paese e per le classi sociali in termini dinamici.
Forse le disgrazie della guerra che avevano colpito a tutti i livelli rendevano gli uomini consapevoli di quanto tutto fosse alla fine precario e solo l'impegno ed il lavoro come anche la solidarietà ed il rispetto fossero il minimo comune denominatore di un grande paese.
Oggi tutto è ridotto ad una disputa tra patrizi e plebei.
giovedì 2 luglio 2009
Qualche idea per il prossimo segretario del PD
In un cassetto vanno tutti gli "ideali", le "visioni", gli obiettivi a lungo termine senza i quali tutto il resto è pura amministrazione condominiale.
Poi in un'altro cassetto mettiamo le "emergenze"...e ce ne sono pure troppe. Queste vanno risolte con proposte estremamente concrete... (ci tengo a sottolineare che la Lega dispone solo di questo cassetto e ci sono dentro immigrati, sicureessa e meno tasse al nord).
Poi c'è il cassetto "da fare subito", qui ci metterei le lenzuolate e quelle cose alla fine "facili" (facili a dirsi in realtà.. ma poi.. i taxi insegnano).
Poi c'è il casetto "funzionamento e manutenzione" e ci vanno tutte le questioni sulla "governance" del paese federalismo-bicameralismo-costutuzion-leggeelettorale-ecc..
Poi c'è il cassetto "potere" che il cassetto più delicato e fa riferimento a come gestire-conservare-distribuire-redistribuire ricchezza e potere. Quest'ultimo cassetto è il cassetto che il B. preferisce. E' un cassetto importantissimo che la durante la prima repubblica è stato sapientemente gestito dalla DC e da tutti gli altri partiti con il mutuo riconoscimento alla partecipazione alla vita del paese (anche di chi forse sarebbe stato meglio allontanare con maggiore forza...).
L'approccio dovrebbe essere partecipativo e non competitivo. Checchè se ne dica nonostante i continui cambi di governo della prima repubblica i paese è cresciuto sicuramente di più all'epoca che ora che con questi governi "quinquiennali" la cui visione -miope- è per il bene della propria "parte" e non dell'intero paese.